Gli gnocchi, il cavalier, l’arme e il convento – ultima parte – Torta di farro dolce

by Annarita Rossi
Parte VII da Mai

La consegna dei semi si prospettavaentusiasmante.  A cavallo, lungo iltragitto che portava dall’altra sponda del fiume, il cavaliere si sentivacustode del futuro di quel territorio. Aveva il cuore gonfio di riconoscenzaverso il Conte Alfonso che lo aveva ritenuto degno di un siffatto incarico e diorgoglio per il gesto simbolico che stava per compiere.  Alcentro “La Piana” di Camporgiano, tutti erano pronti per l’evento, i semi sarebbero staticonservati fino al momento della semina che avrebbe dato altri semi negli annia seguire. Le specie vegetali endemiche della Garfagnana ora potevano dirsi alsicuro, avevano uno spazio dove potevano essere preservate e fatte riprodurre.  
 Non appena il cavaliere esibì il suo preziosocarico, molti furono i contadini disposti a coltivare quei semi nei loro orti,appoggiando il lavoro del centro di raccolta. 
I semi rappresentavano una nuovavita e, con l’aiuto di tutti, la Garfagnana poteva andare incontro al domani.

Foto di Antonella Eberlin

Il mistero era stato risolto ma ilcavaliere, non si sentiva ancora pronto a ripartire. Durante il viaggioqualcosa dentro di lui era cambiato. Quella terra, ostile in apparenza, si erarivelata magica e gli aveva regalato avventure che non avrebbe mai dimenticato.Se il compito affidatogli dal Conte Alfonso era concluso, non lo era la ricercadi se stesso che quel viaggio aveva innescato. Rimuginava, mentre, in sella alsuo cavallo, si addentrava per i boschi sopra al borgo del Sillico territorioincontrastato del feroce Moro, non aveva una meta, non aveva paura, non più.
Foto di Chiara Picoco
Lastrada impervia lo condusse ad una umile dimora, in una radura nel bosco dicastagni,lo accolse Mario, un pastore che allevava pecore garfagnine, antica razza endemica diquelle montagne selvagge che lo invitò nella sua casa per rifocillarsi. Le manidi Mario così nodose, segnate dal duro lavoro, raccontavano la sua stessaesistenza, mentre, i suoi occhi tradivano una dolcezza che non si poteva fare ameno di notare. Con la sua voce roca raccontò di sé e del lavoro speciale chestava facendo con l’aiuto della sua famiglia, un lavoro di ripopolamento dellapecora bianca garfagnina che dava un latte ottimo per il formaggio e una lana pregiata. Dapochi capi recuperati e scelti di persona, Mario era riuscito in pochi anni arifare un gregge numeroso e prolifico, nonostante il furfante che gli avevascambiato il montone, facendogli avere un maschio anziano. Il cavaliereascoltava, perdendosi nelle parole di Mario e nei profumi del pasto che lamoglie e le figlie vollero offrirgli. Pecorini e insaccati, funghi e polenta ecarne di cinghiale, mai ,il cavaliere si era sentito tanto soddisfatto, quellacasa pareva d’un tratto essere diventata la sua. 
Foto di Sabrina Fattorini
Capì in quell’istante cosasignificasse quella terra per lui e per chiunque avesse la fortuna di andare avisitarla, la bellezza della natura, la storia, le tradizioni non sarebberovalse nulla senza l’accoglienza, la cortesia e la generosità dei suoi abitanti.
Foto di Chiara Picoco

Uscì per rimettere in ordine i pensieriche si accavallano nella mente e, mentre prendeva fiato, scorse il profilo deimonti che degradavano verso valle, l’orizzonte sconfinato del verde dei boschirigogliosi, le nuvole basse tanto da toccarle e si sentì in pace. I luoghi apoco a poco erano diventati familiari, i volti cari. 

FINE 
Ogni volta che mi capita di portare qualcuno a visitare la Garfagnana, sento sempre una sorta di eccitazione e ansia. Vorrei che tutti potessero vederla con i miei occhi, che potessero sentire quello che io sento, che potessero amarla come la amo io. Mai come quest’anno nel “workshop degli gnocchi” in Garfagnana è stato tutto così scorrevole e naturale. Mettere insieme un gruppo eterogeneo di persone, anche se accomunate dalle stesse passioni, non è mai così scontato, soprattutto quando è previsto che, in una sola cucina, quelle 12 persone debbano cucinare 6 tipi di gnocchi diversi, mangiarli e fotografarli. Eppure sembrava che qualche regista invisible dirigesse ogni attore, non un screzio, niente che non sia andato come doveva. Questo è il potere dell’MTC, la gara più figa del web, motore e motivo del workshop sugli gnocchi. La Garfagnana doveva essere la cornice perfetta invece è diventata il filo conduttore di tutto il blogtour e del workshop con le farine del Mulino di Piezza, le patate della Coop della Pania di Corfino e i frutti del Centro La Piana di Camporgiano. Persino il resoconto, itinerante fra i vari blog (frutto di un corso di scrittura di Alessandra), è diventato una storia ambientata in tempi passati, quelli evocati dall’Agriturismo Ai Frati che ci ha ospitato. Ognuno ha riportato con sè un pezzettino di questa terra e soprattutto la voglia di ritornarci.

Tutto questo è stato possibile grazie all’aiuto impagabile di  Antonella Poli, responsabile dello I.A.T.Garfagnana, ufficio turistico dell’Unione Comuni Garfagnana  e Alessandra Gennaro, capo indiscusso della Community dell’Mtchallenge

Un grazie a

Luigi Aloisi e Elisa Nardi dell’Agriturismo Ai Frati 

Garfagnana Terra Unica, organizzato dal COMUNE DI CASTELNUOVO DI GARFAGNANA in collaborazione con l’Unione Comuni Garfagnana
la Coop Pania di Corfino per le patate  
Andrea Bertucci dell’Osteria Vecchio Mulino e Marco Guazzelli
Fabiana Fiorani e Cinzia Lenzarini  del Centro La Piana Di Camporgiano dell’Unione Comuni Garfagnana
Alessandro Pepe Pedreschi
il Caseificio Marovelli
Gabriele Da Prato del Podere Concori
Aldo Bacci del Mulino di Piezza
Mario e Ombretta Cavani Azienda agricola Cerasa
il Farro IGP della Garfagnana
Associazione castanicoltori della Garfagnana
Consorzio Garfagnana Produce
Fidelity Tours Massimo Turri 


Torta di farro dolce da “L’oro in bocca – mille modi di cucinare il farro” ricette dello chef Claudio Menconi

Farina 300 g
Zucchero 150 g
Burro 150 g
Ricotta 100 g
Farro bollito 100 g
Uovo 1
Tuorli di uova sodi 3

per la pasta

Lavorare il burro con lo zucchero fino a una consistenza cremosa poi unire i tuorli schiacciati con una forchetta. Appena sono incorporati all’impasto unire la farina. Mescolare fino a ottenere una pasta liscia. Avvolgere nella pellicola e lasciare in frigo per il tempo di preparazione del ripieno.

Per il ripieno
Mescolare la ricotta con lo zucchero vanigliato , l’uovo intero e il farro precedentemente bollito.
Stendere la pasta frolla, rivestire una teglia rotonda  e fare una cottura in bianco di 10 minuti a 180°C. Utilizzare un foglio di carta da forno e fagioli secchi o le apposite palline, rimuovere tutto una volta tolto dal forno. Fatela raffreddare e riempitela con il ripieno e infornare di nuovo per 30 minuti  a 200°C. Farla raffreddare su una griglia con una spolverata di zucchero a velo.

La torta è molto buona ma un pochino troppo dolce per i miei gusti, un pochino di cognac o di nocino non ci starebbero male.


22 commenti

Unknown 17 Febbraio, 2017 - 9:54 am

cara Annarita tutto è stato possibile grazie sopratutto a te! e come dico nel mio post non solo sei riuscita a farci conoscere la tua terra con i tuoi occhi ma la Garfagnana ci ha letteralmente stregato per la sua ospitalità, cultura gastronomica e sopratutto per l'amore per questo territorio che alberga nel cuore suoi abitanti! grazie grazie grazie … e visto che siamo stati tanto bene perchè non tornare presto 😉 flaminia

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Annarita Rossi 17 Febbraio, 2017 - 10:18 am

Sono davvero contenta perchè quello che speravo era proprio farvi amare la mia terra, di conservarne un pezzettino nel cuore e farvi venire la voglia di tornarci. Ci vado stasera e domani vedo Antonella, sarò sicuramente orgogliosa di tutto il lavoro fatto e di tante belle parole. Un bacione.

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Sabrina Fattorini 17 Febbraio, 2017 - 10:13 am

Ciao Annarita, ti dobbiamo immensi ringraziamenti per questo tour. Ci hai fatto toccare con mano il fascino selvatico della Garfagnana, il cuore della sua gente, la meraviglia dei suoi prodotti. Sei stata una guida, regista invisibile ma presente in una parola fantastica! Anche se devo dire che l'aiuto regista (Dario) ha davvero fatto la sua parte! Un abbraccio forte! Spero proprio di rivederti prestissimo!

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Annarita Rossi 17 Febbraio, 2017 - 10:20 am

Dario è il mio segretario ormai, conosce tutto e tutti e in mezzo alla gente è sempre felice. Lo avete coccolato e si è divertito, grazie lo dico io. A presto Sabrina.

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Giuliana 17 Febbraio, 2017 - 1:17 pm

cara Annarita, tu non lo sai, ma tornando a casa in macchina con quelle adorabili pazze scatenate sedute dietro, io avevo il cuore e l'anima sulle tue montagne, ne sono rimasta affascinata, colpita e mi sono innamorata della tua terra, tanto aspra quanto generosa, ancora troppo poco valorizzata come meriterebbe per tutto quello che sa dare. L'ho vista sì, attraverso i tuoi occhi, ho percepito il tuo amore profondo per le tue radici e l'ho condiviso, ammaliata da tanta aspra e misteriosa bellezza, l'ho sentito quell'amore anche nelle parole di Antonella, splendida affabulatrice della Storia vissuta in quelle terre. Per cui grazie di cuore, sei stata una splendida ospite, attenta e pronta ad ogni richiesta, ci hai fatto sentire tutte a casa, in compagnia di amici di lunga data, nonostante fossimo solo conoscenze virtuali, fra noi. E' stato un fine settimana difficile da dimenticare, e spero si possa ripetere perchè la nostalgia è forte. Ringrazia per me Luigi, Antonella, e tutte le persone che ci hanno permesso di vivere questi momenti così belli e coinvolgenti. Un bacio a Dario, il tuo ragazzo così speciale, dolce e tenero, simpatico e monello allo stesso tempo. Adorabile come solo lui sa essere! Grazie di tutto, un bacione. Giuli

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Annarita Rossi 20 Febbraio, 2017 - 10:01 am

Grazie a persone come te Giuliana che tutto diventa facile. Antonella è molto contenta del racconto che è venuto fuori e dell'amore che ogni post trasmette. Grazie anche per Dario che ogni volta, è il primo a divertirsi in mezzo alle blogger. Grazie ancora.

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CucinoIo 17 Febbraio, 2017 - 1:50 pm

Bellissimo viaggio, bellissimo racconto, bellissima torta.

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Annarita Rossi 20 Febbraio, 2017 - 10:01 am

Grazie <3

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Mai Esteve 17 Febbraio, 2017 - 5:05 pm

Annarita, ci ho lasciato un pezzetino di cuore nella tu Garfagnana… chissà non sia una scusa per tornare … 😉
Questa sperienza è stato straordinaria e lo hai plasmato benissimo nel tuo post!
Grazie per le tue parole, per la tua torta di farro dolce e per essere statata te stessa, una donna incredibile, e guidare questo gruppo traverso gli scorci più carateristici della tua terra, adesso capisco un pò più di te!
Grazcias de corazon!
un abraccio forte a te e a Dario

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Annarita Rossi 20 Febbraio, 2017 - 10:03 am

Non sai quanto mi fanno piacere le tue parole. L'idea che tu e tutti abbiate voglia di ritornare mi fa capire che la strada è quella giusta. Dario si è divertito soprattutto grazie alla sua compagna di giochi. <3

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Antonietta Golino 17 Febbraio, 2017 - 6:03 pm

Annarita cara dopo questo lungo racconto anche io non mi sento pronta a ripartire. Tu che sei stata l'anima di questo viaggio e lo concludi facendoci vedere questi luoghi con i tuoi occhi.
Immagino la nostalgia dei partecipanti
La torta di farro mi ha fatto pensare alla mia amata pastiera che spesso preparo anche con questo cereale.
Un abbraccio fortissimo

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Annarita Rossi 20 Febbraio, 2017 - 10:05 am

Davvero fai la pastiera con i farro? da quando l'ho assaggiata a Napoli me ne sono innamorata, pensa che sia le sfogliatelle che la pastiera assaggiate qui da me non mi piacevno per nulla. Potere napoletano. Grazie Antonietta spero di rivederti presto.

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Patty Patty 17 Febbraio, 2017 - 7:30 pm

Hai raccontato la tua terra con poesia e delicatezza e mi è venuta voglia di venire lì quanto prima… La torta di farro è super! Un bascione e buon fine settimana

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Annarita Rossi 20 Febbraio, 2017 - 10:06 am

Grazie Patty, la stagione migliore è la primavera e l'estate, ti aspetto.

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Manu 17 Febbraio, 2017 - 8:20 pm

Cara Annarita questo lungo racconto ha portato noi, che vi guardiamo dalla finestra, a capire quanto la Garfagnana sia ricca e bella immagino quindi che tu sia proprio riuscita a farla vedere con i tuoi occhi a chi ha avuto la possibilità d'essere li con te.
Grazie per la tua disponibilità e per la bellissima condivisione

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Annarita Rossi 20 Febbraio, 2017 - 10:08 am

Ma io vi porterei tutte, un workshop al mese che dici si può fare? Grazie.

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Gaia 17 Febbraio, 2017 - 10:44 pm

Annarita,
non poteva concludersi con più poesia di questa, questo bel racconto di tradizioni, cultura e cibo che ci ha accompagnato passando da una all'altra di voi!
deve essere stata un'esperienza unica! Complimenti per tutto davvero. E grazie per avercela fatta vivere in questo modo così particolare!

ps. e un bacino a Dario

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Annarita Rossi 20 Febbraio, 2017 - 10:10 am

Non so come abbiamo potuto condensare in 3 giorni così tante cose: tour, workshop in cucina, con la stylist e con il fotografo e poi il corso di scrittura che ha prodotto il racconto, merito anche del capo a Singapore che, nonostante il fuso, riece a stare sul pezzo sempre. Dario ricambia e non vede l'ora di rivedervi tutte (e magari anche tuo figlio)

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acquaviva 18 Febbraio, 2017 - 7:56 am

Che dirti se non… grazie di tutto!!!

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Annarita Rossi 20 Febbraio, 2017 - 10:11 am

e no non vale, grazie lo dico io.

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La Cucina Spontanea 18 Febbraio, 2017 - 11:50 am

Ed eccoci arrivate alla fine del racconto, sono passata da un blog all'altro seguendo il racconto e gustandomi le ricette, ed è stato un viaggio bello pure se solo virtuale. Quei due giorni in Garfagnana sono stati splendidi, nonostante la pioggia e il mio raffreddore. Grazie per averci portato in questi luoghi e per avercela mostrata con i tuoi occhi. Un grazie speciale anche a Dario per aver riorganizzato il mio telefono. Un abbraccio ad entrambi, a presto
Marta

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Annarita Rossi 20 Febbraio, 2017 - 10:12 am

Che ridere con quel cellulare. Lo avete coccolato un pò tutte e lui si è sentito davvero in famiglia. Grazie a te e Chiara. Spero di vedervi presto.

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